31 Ott 2016 @ 11:48 PM 

Lezioni condivise 117 – La dimora rurale

Trattare di Geografia nel XX secolo dava alla mente, al ragionamento, alla concentrazione sull’oggetto, come l’impressione di uno sballottamento in mare su una zattera o su una barchetta che tiene a stento l’onda, come se i geografi fossero ancora suggestionati dalla poesia di Braudel – da loro conteso agli storici -,  e avessero un approccio meta poetico alla disciplina. Disciplina in cerca di spazio da oltre un secolo, disciplina che trova identità nella frammentazione e più che assestarsi, galleggia, tra movimento, divenire e il rischio di essere assorbita dal altre materie più forti, come la filosofia, la storia e le scienze naturali, che a mala pena gli lascerebbero la topografia e poco altro.

 Nel 1947, Lorenzi, al congresso di Bologna sancisce l’esistenza di linguaggi diversi tra geografi e distingue la disciplina in fisica, economica e antropica.

 Ma la disunità si divide anche per scuole: la francese (deterministica) con Paul Vidal de La Blache e gli Annales, la tedesca (paesaggistica) con Friedrich Ratzel, italiana (regionalistica). Si tratta di approssimazioni tra incontri, derivazioni e tagli netti, in cui si inserisce anche il nazismo.

Dagli allievi di Vidal e dagli Annales nascerà la Geografia storica (1924-1926).

Jean Demangeot in Francia e Renato Biasutti in Italia, propongono studi sulla dimora rurale, riconoscendo ai villaggi e alle proprie dimore importanza antropologica per la relazione tra società e abitazione. Si studia in particolare la differenziazione tra le dimore rurali in Sardegna, tra casa campidanese (in làdiri) e barbaricina (in pietra), nonché l’estensione orizzontale o verticale.

 Anche il contadino può avere l’esigenza di un abbellimento, di una distinzione.

(bozza da completare)

(Geografia storica – 14.01.1998) MP

 

Scritto da: indian
Ultima modifica: 05 Feb 2017 @ 04:18 PM

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 31 Mag 2016 @ 11:20 PM 

Lezioni condivise 112 – Formazione della filosofia moderna

Credo di aver già filosofeggiato sulla filosofia, non so se qui o altrove, materia ostica quando si tratta di comprendere quella degli altri, probabilmente me la caverei meglio a spiegare la mia, benché sia zeppa di complessi distinguo, di ardue teorie e medaglie d’oro in tripli salti carpiati… già bisognerebbe inserire la filosofia nei giochi olimpici, che idea geniale!
Non aggiungo altro per ora, ringraziate il tempo tiranno… vi aspetta una lezione pallosissima, mi sono già addormentato più volte approcciando Vico, di lui prediligo le sintesi note a tutti e sulle quali c’è comunque già troppo da discutere… A si biri luegu!
(Storia del risorgimento – 12.5.1997) MP

Scritto da: indian
Ultima modifica: 31 Mag 2016 @ 11:24 PM

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 30 Nov 2008 @ 11:02 PM 

Lezioni condivise 25 -  Quando la filosofia era "grezza"
Le nuove generazioni sarde (figlie della televisione di stato monolingue e di un’epoca ancora più accanita di quella manzoniana e fascista, contro le diversità etniche presenti nello stato italiano) riferendosi alla lingua madre, al sardo eloquio, usano esclamare "che grezzo!", con un accento che rende inequivocabile l’origine di cui tanto si vergognano, facendo rimbalzare il
grezzume addosso a loro stesse (devo ammettere di aver generalizzato, ma il fenomeno è diffuso).

(continua…) »

Scritto da: indian
Ultima modifica: 03 Giu 2013 @ 09:30 AM

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