30 Giu 2017 @ 11:26 PM 

Lezioni condivise 125 – I debiti della storia

I meriti di Braudel sono tanti, come scrittura, ricerca, analisi, particolarmente interessanti sono le sue parentesi, i suoi incisi. Ha avuto il merito di far comprendere che la Storia non è scienza fine a se stessa, ma tra l’altro è anche spia del futuro, e insegna a chi vuole cogliere le sue lezioni.

Peraltro gli insegnanti sono persone umane, come tali a volte si contraddicono, si confondono, non è un problema, anzi è importante che l’allievo colga questi momenti; un insegnante intelligente lo apprezzerà, se l’allievo saprà esserlo a sua volta. Insomma non si può santificare Braudel e poi, sulla base di una metodologia antiquata, sostenere che la Storia è quell’avvenimento lì e lì si conclude. A parte che il racconto di un avvenimento non piove dal cielo, non è un dogma rivelato, qualcuno lo ha scritto… perché ha scritto “così” se un altro storico ha scritto “cosà”… e pure un terzo…

La ricerca storica non può non essere in continuo divenire, proprio perché a scriverla sono uomini, e noi vogliamo vederci chiaro, capire di chi possiamo fidarci. Pertanto interrogarsi sulla crudeltà di certi eventi del passato è legittimo (sappiamo bene che la crudeltà nei conflitti non è mai scomparsa… forse i contemporanei preferiscono raccontarci quella del passato e sorvolare su quella recente, se ad esempio è stata commessa dalla propria parte…). Raccontare la nuova storia contemporanea sarà complicatissimo viste le mistificazioni che si susseguono ogni giorno…

Interrogarsi sulla storia passata non significa necessariamente negare un evento, ma ragionare inserendo ogni elemento conosciuto sulla modalità in cui ci viene proposto. Ma è importante conoscere anche perché un fatto è andato in un modo e non in un altro, ci serve per il nostro futuro, perché non sia così negativo.

Nello specifico, oggi possiamo renderci conto che il conflitto, diciamo, tra cristiani e musulmani, che ha radici economiche, gestito storicamente come è stato, ci ha presentato il conto in varie occasioni, e ne stiamo pagando le conseguenze. Errore dopo errore, dall’occupazione della Spagna, all’invasione turca, capovolgimenti di fronte compresi, non può rimanere solo il folklore della Chanson de Roland, di poemi provenzali e d’Aquitania, Lancillotto e re Artù, Ariosto, Tasso… Cominciamo a non vedere la discriminazione dei Conversos e le Crociate come una partita di calcio, ma interroghiamoci sulle motivazioni affatto religiose… per non parlare dell’inquisizione… Sono avvenimenti che periodicamente si ritorcono contro il 99% delle popolazioni cristiane e musulmane pacifiche, per la boria di pochi scellerati occidentali e arabi.

Analizzare la storia è importante, pensiamo agli sviluppi che avrebbe potuto avere e ne ha avuto e non è detto che tutto sia sotto controllo, la tratta degli schiavi dall’Africa verso gli USA… le situazioni sono tante e complesse e non tutti hanno avuto o avranno un Martin Luther King o un Gandhi.

(bozza da definire)

(Storia moderna II – 4.02.1998) MP

Scritto da: indian
Ultima modifica: 30 Giu 2017 @ 11:26 PM

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 30 Apr 2017 @ 8:22 PM 

Lezioni condivise 123 – Radicalizzazione del dibattito.

Altra puntata del dibattito scientifico interno alla disciplina Geografica, con importanti sconfinamenti. Non se ne è accorto quasi nessuno tra la gente comune, quella che peraltro la Geografia intende rappresentare, ma l’ultimo secolo ha visto una radicalizzazione del dibattito, interno ed esterno.

Dalle opinioni di Quaini e Ferro, emerge un rigetto del sincronismo geografico assoluto, se non in ambiti spaziali limitati, ad esempio quelli regionali, ove già gli elementi delle strutture funzionali variano più o meno rapidamente, imponendo dunque un’attenzione diacronica, in evoluzione.

Nel rapporto su Storia e Geografia di Quaini risalta il fatto che la scuola di Oxford ha usato “indifferentemente” i due metodi.

Ferro ha elaborato una scala temporale e spaziale che è operativa. Ad esempio nel Campidano (in Sardegna) negli anni Cinquanta vi è stato un incremento demografico importante, che si è poi ritratto. Il dato sincronico tuttavia non basta, servono altri dati, specie economici, relativi a interventi CEE e altre variabili che interferiscono nel rapporto con la Storia.

Henry Clifford Darby nel 1953 sostenne che il rapporto tra Storia e Geografia non era risolto a causa dei contrasti tra autonomisti e collaborazionisti e sosteneva che le due materie fossero complementari. Cosa che Paul Vidal de La Blache sosteneva già nel 1913. Egli diceva che le materie sono sorelle, ma autonome, la storia studiava il tempo e la geografia lo spazio.

Vi erano quattro posizioni che schematizzavano questo rapporto controverso e le rispettive posizioni: la geografia al servizio della storia; mantenimento della  geografia del passato (sezioni orizzontali del processo storico); la storia al servizio della geografia (variazione del paesaggio geografico); la geografia del passato al servizio della geografia del presente.

Sostenere che la Storia dovesse occuparsi esclusivamente del passato era un attacco a una scienza ben strutturata e come tale soggetta a continua evoluzione e ricerca. Ormai la Storia non era più solo storia dei fatti (evenemenziale), ma anche dello spazio su cui gli uomini agiscono, sulla terra, i luoghi, la storia generale degli Annales. D’altra parte anche la Geografia non può occuparsi più solo di spazi, ma degli uomini in rapporto agli spazi. Materia comune con la storia, quindi interdisciplinare.

La scoperta dell’America non fu solo un avvenimento storico fine a se stesso, nel momento in cui in seguito ad esso viene modificato lo spazio conosciuto, introdotte nuove colture, si assiste allo spostamento di popoli e via dicendo.

(segue…)

(Geografia storica – 28.01.1998) MP

 

 

Scritto da: indian
Ultima modifica: 30 Apr 2017 @ 08:22 PM

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 30 Nov 2016 @ 10:58 PM 

Lezioni condivise 118 – Fernand Braudel 

Fin dai primi anni in facoltà di Lettere questo nome cominciò a risuonarmi nelle orecchie, Braudel, Fernand Braudel, e chi sarà mai? Il suo nome veniva declamato in diverse lezioni di differenti discipline, incuteva rispetto, curiosità… chini at a bèniri a èssiri?!

Dopo averlo letto posso dire che Braudel, storico francese del Novecento, esponente della École des Annales, in realtà è un poeta, un letterato, chi ama la letteratura potrà leggere con piacere i suoi libri che parlano di storia, ma parlano di tutto, in un modo che non pesa e che anzi attrae, conquista alla lettura.

Poeta del Mediterraneo, della vita quotidiana in epoca moderna sotto il dominio spagnolo in Europa, nel tempo di Filippo II e non solo, del territorio, dei commerci, dell’ambiente, dei popoli, del rapporto tra essi, cristiani e musulmani, africani, europei e mediorientali, del tempo della pirateria, delle torri di difesa dalle incursioni della pirateria barbaresca di cui è ancora circondata la Sardegna, delle guerre di corsa, della Spagna che si espande in Africa… ma ora è tardi…

(… segue)

(Storia moderna II – 21.01.1998) MP

Scritto da: indian
Ultima modifica: 05 Feb 2017 @ 04:29 PM

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 31 Ott 2016 @ 11:48 PM 

Lezioni condivise 117 – La dimora rurale

Trattare di Geografia nel XX secolo dava alla mente, al ragionamento, alla concentrazione sull’oggetto, come l’impressione di uno sballottamento in mare su una zattera o su una barchetta che tiene a stento l’onda, come se i geografi fossero ancora suggestionati dalla poesia di Braudel – da loro conteso agli storici -,  e avessero un approccio meta poetico alla disciplina. Disciplina in cerca di spazio da oltre un secolo, disciplina che trova identità nella frammentazione e più che assestarsi, galleggia, tra movimento, divenire e il rischio di essere assorbita dal altre materie più forti, come la filosofia, la storia e le scienze naturali, che a mala pena gli lascerebbero la topografia e poco altro.

 Nel 1947, Lorenzi, al congresso di Bologna sancisce l’esistenza di linguaggi diversi tra geografi e distingue la disciplina in fisica, economica e antropica.

 Ma la disunità si divide anche per scuole: la francese (deterministica) con Paul Vidal de La Blache e gli Annales, la tedesca (paesaggistica) con Friedrich Ratzel, italiana (regionalistica). Si tratta di approssimazioni tra incontri, derivazioni e tagli netti, in cui si inserisce anche il nazismo.

Dagli allievi di Vidal e dagli Annales nascerà la Geografia storica (1924-1926).

Jean Demangeot in Francia e Renato Biasutti in Italia, propongono studi sulla dimora rurale, riconoscendo ai villaggi e alle proprie dimore importanza antropologica per la relazione tra società e abitazione. Si studia in particolare la differenziazione tra le dimore rurali in Sardegna, tra casa campidanese (in làdiri) e barbaricina (in pietra), nonché l’estensione orizzontale o verticale.

 Anche il contadino può avere l’esigenza di un abbellimento, di una distinzione.

(bozza da completare)

(Geografia storica – 14.01.1998) MP

 

Scritto da: indian
Ultima modifica: 05 Feb 2017 @ 04:18 PM

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