01 Mar 2007 @ 12:40 AM 


Città del Vaticano, estate 2006, visita ai musei vaticani, particolare atmosfera, tombe dei papi, moderata folla, ampio capannello in lontananza: è la tomba di Giovanni Paolo II, breve raccoglimento. Papi contemporanei, altri all’istante anonimi dietro il loro numero ordinale. Giovanni XXIII, la folla sosta davanti… poi mentre avanzo, che ti vedo? Bonifacio VIII!
Che ci fa qui Bonifax? Incredulo, mi indigno! Non è certo una cosa da far passare sotto silenzio… Medito iniziative, un po’ sconvolto. Bonifax squalifica le altre presenze, specie le migliori… non so se ci sia uomo chiamato “papa” che abbia fatto di peggio. Sappiamo che molti papi non sono stati stinchi di santo, ma c’è anche un limite all’indecenza…
A chi non lo capisse, spiegherò meglio i motivi del mio sdegno…
(torno subito…)

(non son tornato proprio subito… però! L?importante è tornare…)

Negli ultimi anni delle scuole superiori scoprii Silone, avvenne in un modo particolare; soprattutto in quegli anni non cercavo l’autore, ma argomenti, decidevo della mia formazione… basta vedere alcuni titoli di allora, ma soprattutto il loro contenuto: Storia di Gesù (Rops), Lettera ad una professoressa (don Milani), L’obiezione di coscienza (A. Coletti), Vita di Gesù (Renan), Volete andarvene anche voi? (Santucci)….. L’avventura d’un povero Cristiano di Ignazio Silone. Non conoscevo il libro, fosse stato L’avventura d’un Cristiano, probabilmente non l’avrei preso, l’attributo di povero fu determinante, ma non potevo certo immaginare quanto quel libro avrebbe contato per me, insieme ad altri del periodo ed in più, letti nonostante il tentativo di dissuasione della prof., carinamente preoccupata per il nostro “equilibrio”.
Vi è una storia del Cristianesimo popolare italiano che non coincide con quello della gerarchia… meraviglia per i miei occhi… poche settimane dopo aver assistito a teatro a Mistero buffo di Dario Fo. La sensazione fu quella di un bambino che impara a camminare… la piacevole sorpresa di veder scritto in un libro ciò che già pensavo… I ribelli alla gerarchia sono senza dubbio più vicini a Cristo e per Silone ci saranno sempre e manterranno viva la vera Fede. Egli considera il Concilio Vaticano II un passo avanti della gerarchia, ma come accadde nell’Unione Sovietica, con il XX congresso del PCUS, si riconobbero gli errori dello stalinismo, ma non ci fu il recupero del Comunismo.
Pietro Angelerio di Isernia o dintorni (trovate notizie e riferimenti anche nel link qui sotto), era un colto eremita in odor di santità, ritirato in un eremo del Morrone (Maiella), eletto Papa nel 1294, da un conclave “bloccato” da tre famiglie potenti e corrotte del periodo: Colonna, Orsini e Caetani. La scelta dell’eremita voleva essere una scelta di passaggio, per prender tempo, considerato che egli aveva superato gli ottanta anni.
Pietro dal Morrone (come è più noto) era molto legato ai Francescani spirituali (così detti per distinguerli dai conventuali, che secondo i primi avevano tradito la regola del santo, accumulando ricchezze superflue). Essi (talvolta chiamati anche fraticelli) conducevano una vita libertaria, umile, egualitaria, oggi diremmo anarchica. L’abate Gioacchino da Fiore, cui si ispiravano, parlava di Sancta Nichilitate.
Nel maggio del 1294 una grande crisi, non solo morale, travagliava la gerarchia ecclesiastica: in sostanza i veri credenti erano perseguitati da atei che si erano impossessati della chiesa; i cognomi di certe famiglie erano ricorrenti tra i cardinali, essi alternavano la porpora alla spada.
Pietro, accettò di diventare Papa Celestino V, perché pensava di poter risanare la chiesa dal suo interno, non tardò ad accorgersi che ciò non era possibile. Le continue pressioni e richieste assurde di Carlo II D’Angiò, Re di Napoli e del cardinale Benedetto Caetani (futuro Bonifax), furono determinanti perché maturasse la volontà di tornare nel suo eremo: la cancrena era troppo diffusa e non c’era più nulla da fare.
Costretto alla fuga da una situazione di sostanziale prigionia, nel Gennaio 1295 fu spiccato un ordine di cattura contro di lui. Furono arrestati tutti i francescani spirituali suoi collaboratori; Angelo Clareno venne ucciso in un carcere ecclesiastico e anche Celestino V, fu preso mentre cercava di imbarcarsi per la Grecia.
Celestino V, Papa, fu fatto prigioniero dal cardinale Caetani, che usurpò il papato con il nome di Bonifacio VIII; questi chiuse Celestino nella Rocca del Fumone, dove le celle avevano praticamente la grandezza di una bara, vi si entrava carponi, non c’erano finestre, infine fu ucciso. Era il 19 maggio 1296, aveva 81 anni. Nel suo cranio, anni dopo, fu scoperto un foro procurato da un chiodo.
Nel 1303 Bonifax fu ferito in un attentato e morì cinque giorni dopo.
Un personaggio simile che ci fa in Vaticano in mezzo agli altri papi, per quanto ve ne siano tanti altri indegni? O se è quella la loro sede, che si tolgano i pochi degni, come Giovanni XXIII?
Nel 1313 Pier dal Morrone fu proclamato Santo, giace in un luogo degnissimo, che è la basilica di Santa Maria in Collemadium (L’Aquila), lontano e al sicuro dal suo persecutore.
Riferimenti: Pietro Angelerio

Scritto da: indian
Ultima modifica: 01 Giu 2013 @ 07:58 PM

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 30 Nov 2006 @ 7:03 PM 


Sono Cattolico!
Questa dichiarazione potrebbe sembrare normalissima, banale, anzi l?unico motivo di stupore che può suscitare è certamente il perché venga espressa.
Se dovessi sviluppare questa affermazione per le ragioni per cui l?ho fatta, potrei scrivere un bel saggio, fare l?Hans Kung della situazione, ma al momento devo solo scrivere un post, per cui vediamo di sintetizzare.
Vi sarà capitato qualche volta di fare delle affermazioni che vengono fraintese, per spiegare le quali occorra chiarire a lungo, non capiti… dopodiché, o si litiga o ne nascerà una lunga discussione, che si chiude spesso irrisolta… Capita sempre più spesso, perché non c?è quasi nulla oggi che significhi, per due o più persone, la stessa cosa (altro che Newspeak!).
Perciò la mia affermazione iniziale non è affatto normale, anzi non c’è chi possa averla capita, se non altro perché io stesso ho bisogno di rifletterci sopra. Di fronte ad un?affermazione del genere, ogni lettore capirà una cosa diversa da un altro, o nella migliore delle ipotesi, si chiederà cosa io abbia voluto dire o cosa intenda per Cattolico
Ciò pone realmente una serie di considerazioni di diversa natura, ne indico due:
- semantica: oggi la parola ha una miriade di significati in ambito strettamente linguistico, con variabili spazio-temporali e culturali;
- religiosa: fate un veloce sondaggio tra un campione rappresentativo di cattolici e avrete certamente delle sorprese.
Il cattolico tipo, ortodosso, taglierebbe sicuramente corto, dicendo che Cattolico è colui che aderisce alla dottrina della chiesa di Roma, emanata in Vaticano; un?affermazione convenzionale, un po? di comodo, tanto per togliere le castagne dal fuoco. Se poi, insistendo, chiederete in cosa consiste la dottrina cui sovrintende il Papa, vorrei vedere quanti risponderebbero, quanto la conoscono e quanti esprimerebbero lo stesso concetto. Senza scostarci troppo, basterebbe fare lo stesso lavoro con un campione di preti di diverse Diocesi, per notare già differenze percettibili.
Sto facendo questa riflessione anch?io, ora, pertanto mi meraviglio con voi di questa situazione: la Chiesa Cattolica è una delle confessioni religiose più diffuse nel mondo, ma la sua dottrina ufficiale è conosciuta da pochi eletti; la chiesa stessa accetta queste circostanze, e peggio, che vengano conteggiati tra i cattolici coloro che lo sono solo per un fattore anagrafico, magari in realtà atei, agnostici o aderenti ad altre religioni o sette tra le più disparate.
La mia fino a questo punto è stata solo una semplice analisi, non vuole essere né una critica, né un richiamo, anche perché con i tempi che corrono non credo la chiesa, dal canto suo, possa fare molto di più di quanto già non faccia. Bisogna riconoscere che la lotta è dura e quasi impari, per una religione che si è aperta tanto e che deve fare i conti con una concorrenza dai metodi pedagogici poco ortodossi.
Il mio enunciato ha delle velleità più avanzate, quanto, a mio avviso, ragionevoli in astratto e realisticamente ardue.
Alla Chiesa cattolica servirebbe un nuovo Giovanni XXIII e soprattutto un nuovo Concilio Vaticano II; o meglio, sarebbe necessario che quel Concilio continuasse il suo corso originario, bruscamente interrotto, nonostante avesse già prodotto molto di positivo.
Per una chiesa che si chiude dottrinalmente a riccio, a difesa di un magistero che più di tanto non innova, c?è una società che, nel bene o nel male, mette in campo delle questioni, conosciute un tempo da pochi e oggi sotto gli occhi di tutti. Non si può più far finta di niente, son finiti i tempi del ?dagli all?eretico!?, è necessario affrontare le controversie, altrimenti lo scenario sopra accennato non potrà che peggiorare, salvo il trasformarsi in setta e ripiegare su metodi ex-sancta inquisizione.
E? necessario che la Chiesa rimetta in discussione i Concili di Nicea, di Efeso e gli altri collegati, ne analizzi le decisioni e riveda quelle dettate da opportunità politiche antiariane e simili; spieghi se e perché certi testi delle Scritture sono stati emendati, perché dei Libri sono stati rifiutati o nascosti; corregga, se ve n?è motivo, la composizione della Bibbia alla luce del ritrovamento dei rotoli di Nag Hammadi e delle altre scoperte archeologiche dei secoli scorsi.
…Ne sono passati di secoli dal 325 d.C. … soprattutto, non c?è ora né il problema ariano, né il condizionamento di un personaggio controverso come Costantino. Se deve essere ricostituita una verità o deve anche solo essere completata, lo si deve fare; ne guadagnerà la credibilità della Chiesa Universale e potrebbe essere anche il passo per un rilancio dell?ecumenismo, verso la riunificazione del Cristianesimo.
La verità, anche scomoda, è sempre meglio di un?imbarazzante omissione o bugia.

Riferimenti: …basterebbe anche Ratz con i crismi giusti… oremus!

Scritto da: indian
Ultima modifica: 01 Giu 2013 @ 07:48 PM

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