31 Mag 2014 @ 11:58 PM 

Lezioni condivise 89 – Atlante linguistico mediterraneo  

Tornando a parlare di atlanti linguistici nella consapevolezza della ricchezza culturale che contengono, come per tutti i lavori che è complesso far apprezzare a tutti, è triste pensare che nel mondo e anche vicino a noi, ci sia ancora chi pronuncia la parola dialetto in senso spregiativo, ci si vergogni di parlarlo o si parli queste lingue senza stimarle, per ignoranza patita o volontaria e peggio che mai per scelta politico/sociale, dunque con intenti assolutamente snob, tesi a diffondere sottocultura, dunque limitare la libertà di espressione e conoscenza.

Lo studio degli atlanti, la possibilità di consultarne le schede, apre mondi nuovi, crea prospettive inesplorate, nuove fratellanze, nuovo sapere, produce una serie di interazioni storiche, geografiche, antropologiche, economiche, perfino la pace tra gli uomini, giacché la guerra, la violenza, le armi, sono prerogativa degli ignoranti e di chi vuole mantenere l’ignoranza.

Dietro la formazione di un atlante linguistico vi è un lavoro colossale, sia preparatorio, sia esecutivo e di elaborazione, ma la risorsa che si forma non è fine a se stessa come si è detto, anzi essa è suscettibile di altri usi scientifici; una sorta di ricerca sul campo universale relativa ai temi indagati, utile a vari profili sociolinguistici.

Peraltro le isoglosse, i confini linguistici, mai netti sotto il profilo etimologico e semantico, e se anche lo fossero… permettono di pervenire alla conclusione che le differenze e le diversità sono valori da apprezzare, dunque uniscono e non sono oggetto di rivalità, ostilità, chiusura, ma offrono il piacere di conoscere l’altro.

In breve, la metodologia per la formazione di un atlante si basa sulle regole fondamentali della ricerca sul campo: si stabiliscono punti di indagine in base a criteri etnico-linguistici e anche la non raccolta di materiali in determinate zone è un decisione scientifica; si predispone un questionario con le domande da porre a individui scelti come campione; si mette al lavoro il raccoglitore, che deve ascoltare e analizzare le diversità fonetiche con metodo (si ricorre talvolta alla conversazione guidata con la registrazione, dunque pur basandosi su una griglia di argomenti precedentemente stabiliti, l’informatore viene orientato, pur sviluppando liberamente il suo discorso, a fornire le informazioni necessarie all’inchiesta); si passa poi alla lunga fase di elaborazione e scrittura.

I primi atlanti linguistici sono stati legati ad attività di terra, cioè hanno riguardato zone interne, pertanto la decisione di realizzare l’Atlante Linguistico Mediterraneo, dunque relativo a zone costiere, è stata una novità, soprattutto perché è stato il primo atlante linguistico ad aver preso programmaticamente in considerazione lingue e dialetti di famiglie linguistiche diverse. Cosa poteva esserci in comune sotto il profilo linguistico tra paesi che si affacciano sul Mediterraneo? La tesi dello studio, piuttosto scontata, era che nel corso dei secoli ci fossero state interferenze tra le varie lingue costiere e di ciò si suppone non abbia ragione di dubitare neanche il profano.

Per diffondere i risultati nell’immediato, man mano che il lavoro procedeva si pubblicò un bollettino; era chiaro che il lavoro sarebbe stato lunghissimo. Il primo numero del bollettino ha pubblicato il questionario, non troppo vasto, suddiviso per campi semantici uniformi. Una trentina di raccoglitori, esperti di linguistica, hanno selezionato (tra il 1960 e il 1972) in 165 località costiere, la trascrizione fonetica di circa 850 termini relativi al mare, attualmente raccolti in volumi. Il lavoro ha trovato parecchie difficoltà e si è fermato per qualche tempo.

Questo lavoro non ha certo potuto prescindere dal linguaggio della pesca, che per ovvie ragioni è anche quello che ha avuto più opportunità di interazione anche ai giorni nostri.

Il linguaggio della pesca, tecnico, usato esclusivamente dagli addetti ai lavori, presenta dei risvolti molto particolari, riguarda ad esempio le stelle, non tanto per l’orientamento che è desunto dalle coste, dalle colline sul mare e altri riferimenti di terra, ma proprio per l’attività della pesca in quanto tale.

Pare che allo spuntare di alcune stelle il pesce faccia dei movimenti ripetitivi che per questo favoriscono la pesca.

Secondo una testimonianza di pescatori siciliani, verso le 23 sorge la stella “U’ vastuni” (che mutua verosimilmente il nome dalle rete che si usa in quella circostanza, altrimenti detta paranza, rete a strascico) e il pesce sale dal fondo facilitando la pesca. Questa tesi sostiene che il pesce è attratto dal mutare della luce, argomento controverso, perché forse è più opportuno pensare all’influenza delle maree, legate tuttavia alle fasi lunari.

Il fenomeno della stella U’ vastuni pare si ripeta allo spuntare dell’Orsa maggiore o A’ puddara (le sette stelle), al quarto di luna (u’ quartu), alla vigilia della luna piena (prima de la chinta), il giorno stesso (supra chinta, quinta fase lunare) e l’ultima sera prima della luna nuova (spariluna). Nei primi giorni successivi alla luna piena (ruta chinta) pare che il pesce sparisca dalla circolazione.

Ma non c’è uniformità di vedute, altre testimonianze infatti individuano l’ora di mosciura, cioè quando non di vede un pesce in circolazione, alle fasi di quadratura tra luna e sole (primo e ultimo quarto), altre ancora parlano di ora mala per la pesca nel mercoledì, e che dire delle piume di uccello in barca. Più concreta è la paura del coniglio da parte dei pescatori, in quanto deteriora le reti.

Ho fatto cenno alle maree, che vengono influenzate dal ciclo lunare. I pescatori conoscono questa influenza sul mare e sui pesci, talvolta anche solo in modo meccanico e naturalmente tutto ciò si riflette sulla lingua.

Il ciclo lunare per me è stato sempre qualcosa di molto complicato, anche se in realtà non mi ci sono mai soffermato con intenti mnemonici, forse è la volta buona.

Una fase lunare, da luna nuova a luna nuova, cioè da quando la luna riprende a crescere, dura 29 giorni, 12 ore e 44 minuti. Questo tempo è diviso in otto fasi (circa 3 giorni ciascuna): luna nuova, falce crescente, primo quarto, luna crescente, luna piena, luna calante, ultimo quarto, falce calante e si ricomincia con la luna nuova.

Le maree, variazioni periodiche del livello delle acque, si verificano ogni 12 ore e 26 minuti e derivano dall’attrazione gravitazionale di luna e sole su esse. Ogni 24 ore o poco più si avranno due alte maree e due basse maree a intervalli di poco più di sei ore l’una dall’altra; esse ogni giorno si sposteranno di circa un’ora rispetto al giorno precedente, così che in circa una settimana a una alta marea, la settimana successiva, corrisponderà una bassa marea. L’alta marea si verifica quando la terra, nella sua rotazione, si avvicina contemporaneamente nei due emisferi opposti, alla luna.

L’allineamento di sole e luna provoca le maree, ovunque sia la terra. Si hanno le maree sizigiali (maree più alte e più basse del normale) due volte al mese, con luna piena e luna nuova.

Con sole e luna in quadratura (perpendicolari) le maree sono meno ampie (meno alte e meno basse). Anche ciò avviene due volte al mese, al primo e ultimo quarto. Le maree, sono otto come le fasi lunari, quattro normali, due sizigiali, due quadrature. La loro escursione metrica varia in base alla località geografica, fino a massimi di 18 metri e diminuisce man mano che ci si avvicina all’equatore.

Altre variabili per le maree sono il vento, il temporale, fonti di luce, la pressione atmosferica, le correnti.

La pesca si esercita preferibilmente durante le maree sizigiali, che portano pesci e il loro cibo nella acque meno alte. Le maree di quadratura sono le più sfavorevoli. In genere ciò vale sia sotto costa sia in alto mare, almeno per le specie che seguono comportamenti regolari. Ma le variabili sono talmente tante che è arduo pensare a delle regole valide per sempre.

Ho fatto un po’ il percorso del pesce: de limba in pisca, de pisca in retza, de retza in giassu, de pa(l)u in frasca.

(Linguistica sarda  – 14.3.1997) MP

Scritto da: indian
Ultima modifica: 20 Lug 2014 @ 11:47 PM

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