31 Mag 2005 @ 10:16 PM 

L’indicazione della CEI di non recarsi alle urne il 12 e 13 giugno 2005 per fare mancare il quorum ai quattro quesiti referendari sulla fecondazione assistita pone un grosso problema in Sardegna dove unitamente al Referendum Nazionale modificativo della Legge n°40, i sardi dovranno esprimersi sul Referendum Regionale abrogativo della L.R. n°8 del 2001 che ha consentito di introdurre in Sardegna i rifiuti di origine extra-regionale classificati come materie prime. Legge che aveva modificato l’art. 6 comma 19 della L.R. n°6 del 2001 che recitava: “è fatto divieto di trasportare, stoccare, conferire, trattare o smaltire nel territorio della Sardegna rifiuti, comunque classificati, di origine extra-regionale”.
L’indicazione dei Vescovi viene di fatto a confliggere con un diritto dei cittadini sardi di potersi recare alle urne il 12 e il 13 di giugno 2005 per abrogare con un SI’ o per confermare con un NO la Legge Regionale Sarda del 19 giugno 2001 n°8.
Ci rivolgiamo dunque alla Chiesa Sarda e al Presidente della Conferenza Episcopale Sarda affinchè prenda una posizione chiara nei confronti del Referendum Regionale, vincendo la contraddizione che oggettivamente ha posto l’unificazione nelle stesse date dei Referendum Nazionali e di quello Regionale.
Poiché si tratta di referendum distinti con quorum distinti, basterebbe che i cittadini che hanno deciso di non votare per i Referendum italiani seguendo le indicazioni della CEI, si recassero al seggio e rifiutassero dette schede, richiedendo unicamente la scheda del referendum Regionale.
Siamo profondamente convinti che chi vuole difendere la vita, la deve difendere totalmente e sempre non solo nel suo nascere, ma anche nella crescita, nell’aria che si respira, nel territorio dove si abita e nel lavoro che non può essere mai fonte di malattia certa e di morte.
La vita nei territori inquinati della Sardegna è messa a rischio continuamente poiché nei fumi di acciaieria, facenti parte dei rifiuti definiti materie prime, vi sono le polveri metalliche altamente inquinanti e velenose distillato di sostanze chimiche e metalli pesanti quali zinco, piombo, cadmio, mercurio, nichel, vanadio, arsenico, birillio, rame e cobalto alcuni dei quali capaci di indurre lo sviluppo di tumori. Ad esempio il cadmio e i suoi composti, per i quali, nell’area del Sulcis, si registra il record Europeo di rilascio nelle acque è conosciuto come causa di tumori polmonari, prostatici e vescicali. Possono inoltre causare neuropatie degenerative e anche malattie cardio-vascolari e polmonari che trovano importanti cause inducenti nelle emissioni inquinanti atmosferiche.
Né si può giustificare la malattia e la morte con così alti tassi di incidenza nei territori inquinati della Sardegna col continuo ricatto occupazionale perché la nostra Isola sta già pagando prezzi troppo alti in termini di vite umane, di malattie e di vero e proprio sequestro di vasti territori (nuove servitù) che ormai rischiano di non essere più utili ad alcuno sviluppo.
E’ possibile in Sardegna creare lavoro e sviluppo senza l’inquinamento mortale? E’ possibile che la nostra Sardegna per garantire il lavoro debba per forza inevitabilmente diventare la più grande discarica d’Europa? e le scorie, residui dei rifiuti tossici, dove le metteremo?
Una Sardegna così fatta rischia di diventare da isola felice un isola di morte!
Ecco perché è importante e necessario che i sardi siano liberi di recarsi alle urne il 12 e 13 giugno 2005 per abrogare questa Legge Regionale ignobile e contro la vita.
Confederazione sindacale sarda
Dr. Giacomo Meloni

Riferimenti: Nucleari? No, raju.

Scritto da: indian
Ultima modifica: 04 Giu 2013 @ 09:51 AM

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 29 Mag 2005 @ 2:03 PM 

Sono trapelate alcune affermazioni del politico di Arcore alla fine della debacle milanista a Istanbul. Berlusconi avrebbe attribuito la responsabilità della sconfitta del Milan alla Sinistra e in particolare a Fausto Bertinotti. Pare infatti che il presidente, sia sceso dalle tribune inveendo contro Marx, Lenin, Mao Zedong, Gramsci, Bertinotti e ripetendo tra se a denti stretti, “chi non salta INTERulivista è”.
Giunto a Milano il presidente di Arcore, ha dovuto sopportare le urla di scherno degli interisti e di un gruppo di Sardi che urlavano “Giù le mani dalla costa sarda, tornatene a Milano 2″.

Riferimenti: www.inter.it

Scritto da: indian
Ultima modifica: 04 Giu 2013 @ 09:24 AM

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